▧ ✔ Perché Journey dovrebbe essere il videogioco dell’anno?

La scorsa settimana è stata segnata da una discussione interessante quanto accesa riguardo la possibilità che le immagini di Instagram possano essere arte e nei prossimi giorni torneremo sull’argomento per continuare il discorso su una questione altrettanto sentita.

Oggi, però, voglio dedicare qualche riga ad un’altra discussione controversa. Gennaio è il mese in cui fioccano le classifiche riguardanti il meglio e il peggio del 2012 e, in queste settimane, non ho potuto fare a meno di notare che i blog di tutto il mondo si sono divisi su un dato di fatto: Journey (di cui avevo accennato un mese fa) ha guadagnato la prima posizione in molte graduatorie (tra cui quelle di GameSpot e IGN) relative al meglio che l’industria videoludica ha saputo creare nell’anno appena passato.

Sono molto incuriosito da questo titolo: le bizzarre meccaniche di gioco e il notevole successo di critica e pubblico l’hanno portato a rivaleggiare con pesci molto più grossi. Non avendoci mai giocato (non ho una PlayStation 3…) ho ricontattato il giornalista Andrea Maderna e gli ho chiesto un parere a riguardo. Mi piacerebbe molto conoscere la vostra opinione e vi invito ancora una volta a commentare l’articolo nella sezione sottostante o sulla pagina Facebook.

Partiamo dalla notizia: da più parti si discute sulla possibilità che Journey sia il titolo del 2012. Cosa ne pensi? Credi che sia vero in un determinato modo?

Premetto che decidere quale sia il gioco dell’anno è per me sempre una faccenda che lascia il tempo che trova, troppo legata alla sensibilità e agli interessi personali. Trovo sempre più interessanti le nomination dei vincitori, in queste cose, anche se poi è chiaro che finisco per “tifare” per il titolo che mi sta più simpatico. 

Detto questo, sì, ritengo che in qualche modo possa essere vero, e sicuramente penso sia un gioco che deve assolutamente essere inserito nella discussione. Del resto, sarei ipocrita a non pensarla così, considerando che quando l’ho recensito gli ho dato uno fra i voti più alti che abbia mai dato e il più alto che ho dato nel 2012.

Ad ogni modo, credo sia un gioco perfettamente riuscito nei suoi intenti, nuovo, fresco, particolare, di grande personalità (quindi anche non in grado di accontentare tutti, certo) e, oltretutto, parecchio simbolico anche per ciò che rappresenta. L’ascesa delle piccole produzioni, di titoli che non hanno il peso dei blockbuster ma hanno sempre più importanza (e mi importa poco quanto realmente siano “indie” e quanto supportate dai soldi di questo o quel publisher). Quest’anno ce ne sono state tantissime di qualità incredibile.

Da ciò che hai scritto in più articoli posso capire che sei rimasto molto impressionato dal videogioco sviluppato da Thatgamecompany, un titolo molto particolare che mette molta carne al fuoco. Credi che suggerisca elementi di evoluzione per i videogiochi odierni?

Sicuramente fa cose nuove. O se magari non sono nuove - c’è sempre qualcuno pronto a dirti che la tal cosa in realtà si era già vista nel tal gioco… e magari ha anche ragione - sono fuori dagli schemi, lontane dalla norma del videogioco moderno. In particolare, credo siano interessanti soprattutto due cose.

Da un lato il tentativo (riuscito) di evocare sensazioni diverse da quelle tipiche dei videogiochi: Journey non punta sul senso di sfida, sull’esaltazione, sull’adrenalina, sulla rabbia, ma su emozioni altrettanto intense, se vogliamo: la solitudine, il timore dell’ignoto, la curiosità, il senso di scoperta, l’impotenza di fronte all’immenso e alla forza della natura. Parla di vita e di morte, di ciclicità, di destino ineluttabile. Insomma, parla di noi.  

E poi c’è l’approccio particolare al multiplayer, basato sull’eliminare quelli che di solito sono gli elementi cardine del gioco online. Niente chat vocale, niente comunicazione diretta, impossibilità di sapere chi sia l’altro giocatore, nessuno stimolo alla competizione, nessuno stimolo alla cooperazione in senso classico. E quindi, ancora, emozioni diverse dal solito: la voglia di aiutare il prossimo, la ricerca di un compagno di viaggio, la curiosità nei confronti di uno sconosciuto.

(Ah, quasi dimenticavo: molti di voi mi hanno pregato di aprire un account Twitter per poter allargare le discussioni anche a coloro che non sono iscritti a Facebook. Al momento non riuscirei a seguire come vorrei un’attività simile, quindi, casomai, ne riparleremo tra qualche giorno)


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Last week has been characterized by an interesting discussion about the possibility that images of Instagram can be art, and in the coming days we will return on this subject for continue to discuss another topic.

Today, however, I want to write about another controversial discussion. January is the month in which are written the charts of the best and worst of 2012 and, in recent weeks, I noticed blogs around the world are divided on a matter of fact: Journey (I had written about it a month ago) has earned the top spot in many lists (including those of GameSpot and IGN) for the best that the gaming industry has created over the last twelve months.

I’m very intrigued by this title: bizarre game mechanics and critical acclaim led him to compete with much larger fish. I contacted journalist Andrea Maderna and asked him an opinion about it. I’d love to know your opinion so I invite you once again to comment on the article in the section below or on the Facebook page.

Let’s start with the news that many have discussed the possibility that Journey is the title of 2012. What do you think? Do you think that is true in a certain way?

Start by saying that to decide which is the game of the year for me is always a futile thing, too tied to the sensibilities and interests. I always find more interesting the nominations, even though it’s clear that I end up to “cheer” for the title that I like most.

That said, yes, I think that in some ways this may be true, and I think it’s definitely a game that should definitely be included in the discussion. Moreover, I would be hypocritical not to think so, considering that when I reviewed it I gave him one of the highest ratings I’ve ever given, and the highest that I gave in 2012.

However, I think it’s a perfectly succeeded game in its purpose, new, fresh, with a great personality (and therefore not able to please everyone, of course) and, moreover, quite symbolic for what it represents. The rise of small production of video games that don’t have much support as a blockbuster but increasingly important (and I don’t care how much they actually are “indie” and how much they are supported by the money of this or that publisher). This year there have been a lot of incredible quality.

This game puts a lot of irons in the fire. Do you think it could suggest elements of evolution for nowadays gaming?

It surely does new things. Or maybe if they’re not new - there’s always someone telling you that such a thing actually had already seen in another game… and maybe he’s also right - they are out of the box, away from the norm of the modern game. In particular, I believe are interesting mainly two things.

On the one hand the (successful) attempt to evoke different feelings from those typical of video games: Journey doesn’t focus on the sense of challenge, exaltation, adrenaline, anger, but on equally intense emotions like loneliness, the fear of unknown, curiosity, sense of discovery and the impotence of the immense power of nature. It tells about life and death, of cyclicity of fate. I mean, about us.

And then there is the unique approach to multiplayer, based on eliminating those that are usually the key elements of online gaming. No voice chat, no direct communication, impossible to know who the other player, no stimulus to competition, no stimulus to cooperation in the classical sense. And then, again, a different kind of emotions: the desire to help others, the search for a traveling companion, the curiosity of a stranger.

(Ah, I almost forgot: many of you have asked me to open a Twitter account in order to broaden the discussion to those who aren’t Facebook members. These days I wouldn’t be able to follow a similar activity, then we will discuss it among a few days)

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